sabato 17 novembre 2012

I maestri: Vincent Van Gogh

Con questi post vorrei darvi una piccola infarinatura sui grandi maestri della pittura, vedendone la vita, ovviamente, ma cercando di capire anche qualcosa di più approfondito sulle loro opere e sul percorso che ha portato alla loro realizzazione.
Un'idea per incuiosirvi e un input per approfondire l'mmensa originalità dell'Arte e di ciascun Artista.
Nel curare questa rubbrica mi sono chiesta da dove partire, se utilizzare uno schema temporale o meno, o se seguire un filone pittorico determinato, ma ho convenuto potesse diventare troppo dottrinale seguire una logica predefinita, perciò ho deciso di iniziare con chi, forse tra tutti, è più conosciuto e amato: Vincent Van Gogh.
Nasce nel 1853 in un piccolo paese dell'Olanda ed è figlio di un pastore protestante. L'impiego come commesso di una delle maggiori ditte del mercato artistico internazionale lo indirizza alla passione per l'arte che lo accompagnerà fino alla morte avvenuta nel 1890. prima di diventare pittore tuttavia svolge numerosi lavori quali insgnante di lingue, aiuto predicatore, impiegato in libreria, studente di teologia... e poi finalmente pittore! E sono centinaia i disegni e le lettere che egli stesso invia al fratello Theo per raccontare in suo dramma interiore, le sue speranze e le delusioni, che testimoniano la fatica e le amarezze di quegli anni trascorsi tra Nuenen, Anversa e Parigi. Qui Van Gogh incontra Picasso e Gauguin con cui dividerà casa ad Arles, dove si reca per cercaree i colori della Luce. Ma l'amicizia con Gauguin si tramuta presto in violenti disaccordi al punto che Vincent cercherà di ferire l'amico con un rasoio, lo stesso con il quale si taglierà un orecchio per punirsi. Il fatto lo portò alla casa di cura di Saint-Remy-de Provence dove disegna e dipinge centinaia di opere. Trasferitosi a Auverssur-Oise, nel luglio del 1890, in un campo di grano, si spara un colpo al cuore.
Vincent Van Gogh dappresenta l'esempio di un'artista che prima di diventare straordinario pittore impara a disegnare, iniziando dalla realtà che lo circonda, copiando, giorno dopo giorno ciò che vede, per capire e per 'possedere' il creato ma soprattutto per cercare se stesso. Egli impara semplicemente con la sua grande volontà, provando e riprovando.
Le lettere inviate al fratello sono la testimonianza più drammatica della sua ricerca di sè e della sua volontà di diventare pittore anche a rischio di perdere la ragione.

"For myself I have nothing to complain of, I am feeling absolutely normal, so to speak, but without an idea for the future, and really I do not know what is going to happen . . . . ."
Vincent van Gogh

7 December 1889






Tamassia Gaia

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