lunedì 14 ottobre 2013

"VERSO MONET" a VERONA

LA MOSTRA DELL'ANNO: "VERSO MONET" Dal 26 ottobre al 9 febbraio il Palazzo della Gran Guardia di Verona ospita la mostra "Verso Monet - Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento". Oltre novanta dipinti provenienti da collezioni private e da alcuni tra i maggiori musei del mondo, proporranno la natura come soggetto principale nell’arte, in un percorso diviso in cinque sezioni che sfoceranno nel magistrale lavoro di Monet di rappresentazione della natura come esperienza interiore. Da Lorrain e Poussin nel XVII secolo fino a Van Gogh, Gauguin e Cézanne nel XIX secolo, tutti i più grandi artisti dell’arte possono essere ammirati in questa mostra: gli olandesi Van Ruisdael, Van Goyen e Hobbema, gli italiani Canaletto, Bellotto e Guardi, i nordici Turner, Constable e Friedrich, il francese Barbizon, la Hudson River School e ancora Monet, Renoir, Sisley, Pissarro, Caillebotte, Degas e Manet. LA MOSTRA DELL'ANNO: "VERSO MONET" Dal 26 ottobre al 9 febbraio il Palazzo della Gran Guardia di Verona ospita la mostra "Verso Monet - Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento". Oltre novanta dipinti provenienti da collezioni private e da alcuni tra i maggiori musei del mondo, proporranno la natura come soggetto principale nell’arte, in un percorso diviso in cinque sezioni che sfoceranno nel magistrale lavoro di Monet di rappresentazione della natura come esperienza interiore. Da Lorrain e Poussin nel XVII secolo fino a Van Gogh, Gauguin e Cézanne nel XIX secolo, tutti i più grandi artisti dell’arte possono essere ammirati in questa mostra: gli olandesi Van Ruisdael, Van Goyen e Hobbema, gli italiani Canaletto, Bellotto e Guardi, i nordici Turner, Constable e Friedrich, il francese Barbizon, la Hudson River School e ancora Monet, Renoir, Sisley, Pissarro, Caillebotte, Degas e Manet. ORARI E BIGLIETTI Da lunedì a giovedì: dalle 9.00 alle 19.00 Venerdì e domenica: dalle 9.00 alle 20.00 Sabato dalle 9.00 alle 21.00

martedì 10 settembre 2013

La barca

Un quadro che narra una solitudine tranquilla e rilassata dove il passare del tempo viene scandito dalla impalpabilità delle suono del vento.
La corda è in primo piano la barca a margine dell'orizzonte le 1000 sfumature della sabbia risaltano Tra un gioco di luci e ombre che crea profondità e che fa balzare protagonista del quadro l'intreccio che la corda crea.
Un'opera che crea un'atmosfera d'incanto di trasparenza e di serenità. La quiete è la prima sensazione che traspare mista ad una sensazione di sospensione del tempo e dello spazio.

domenica 1 settembre 2013

La mia Londra

Amo Londra. Mi ricorda i miei primi viaggi  quando iniziavo a scoprire il mondo .. Amo i suoi ritmi, l'atmosfera e il clima...
La Amo come ho amato dipingerla mi auguro traspaia la passione delle pennellate e che la possiate cogliere e ne possiate godere anche voi.


Le correnti: astrattismo


Wassily Kandinskij - Quadro con arciere

"Astratto" nella pittura e più in generale nelle arti figurative è sinonimo di “non reale”, ovvero di quella pittura che non rappresenta la realtà e che esprime contenuti nella libera composizione di linee, forme e colori. Mentre nel passato l'astrattismo ha avuto sostanzialmente una funzione decorativa, nel XX secolo, l'arte astratta ha invece la funzione di comunicare, senza imitare le immagini reali. L'astrattismo nasce intorno al 1910, grazie al pittore russo Wassilij Kandinskij che, in quegli anni, operava a Monaco dove aveva fondato il movimento espressionistico “Der Blaue Reiter”.

Jackson Pollock - Totem lesson 2

Il suo astrattismo conserva  infatti una matrice fondamentalmente espressionistica. È teso a suscitare emozioni interiori, utilizzando solo la capacità dei colori di trasmettere delle sensazioni. Comunque con Kandinskij, la nascita dell'astrattismo ha la forza di liberare la fantasia di molti artisti, che si sentono totalmente svincolati dalle norme e dalle convenzioni fino ad allora in qualche modo imposte. I campi in cui agire per nuove sperimentazioni si aprono a dismisura. E le direzioni in cui si svolge l'arte astratta appaiono decisamente eterogenee, con premesse ed esiti profondamente diversi.

 Uno degli esiti più interessanti e suggestivi
Jackson Pollock - Numero 22
dell'astrattismo, è dato dall'Action Painting del pittore statunitense Jackson Pollock. Egli, a partire dal 1946, inventò il dripping, ossia la tecnica di porre il colore sulla tela posta a terra, mediante sgocciolatura e spruzzi. I quadri così ottenuti risultano delle immagini assolutamente confuse e indecifrabili. Cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà, forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana. L'arte, in questo modo, non solo nega il concetto di immagine, ma nega il fondamento stesso dell'arte. Di un'attività, cioè, che riesce a mettere ordine nelle cose, per giungere a quel prodotto di qualità che è l'opera d'arte. Dunque se è vero che l'arte astratta nasce come volontà di comunicazione, difficilmente si riescono ad individuare le regole del suo linguaggio che certamente si riconducono alla psicologia gestaltica e all'essenzialismo.

I grandi Maestri : Canaletto


Visitare Buckingam Palace durante il mio ultimo viaggio mi ha spinto a parlavi di Canaletto. Non che personalmente ami molto il suo estremo verismo settecentesco o la Sua maniacale ricerca della prospettiva ma è stato senza dubbio uno dei grandi maestri della pittura Italiana, tanto che, per l'appunto persino la Regina D Inghilterra ha deciso di avere alcune Sue opere all'interno della Sua personale galleria d'Arte.




Giovanni Antonio Canal, meglio noto con il soprannome di Canaletto, nasce a Venezia il 17 ottobre 1697 da una famiglia della
Canaletto
borghesia veneziana. Sarà un grande maestro pittore e incisore, ma soprattutto vedutista. Canaletto impara nella bottega del padre, specializzato nella pittura di scenografie teatrali. Assieme al fratello Cristoforo crea grandi decorazioni teatrali fino all'età di 24 anni. 
Durante un lungo soggiorno a Roma con il padre (1719-1720) ha modo di conoscere la pittura di Viviano Codazzi, Giovanni Ghisolfi e il vedutismo di Gaspar van Wittel e Givanni Paolo Panini. Sarà questo un viaggio molto istruttivo e che segnerà l'inizio della sua nuova pittura. Tornato a Venezia inizia dunque a dipingere vedute raffiguranti paesaggi urbani, che sono principalmente quelli della sua città. 
Questo nuovo genere di pittura, proveniva da Gentile Bellini e vedeva i maggiori rappresentanti dell'epoca, in Givanni Paolo Panini, 
il canal Grande dal palazzo Balbi al ponte di Rialto
Luca Carlevarjis e Francesco Guardi. 
Tuttavia la pittura del canaletto, oltre ad unire nella rappresentazione topografica, architettura e natura, si atteneva a rigorose e precise condizioni di luce e a valori assoluti della prospettiva, ottenuta con l'uso della camera ottica. 
La "camera ottica" è uno strumento molto usato dagli artisti del 1700 e permette di proiettare l'immagine della realtà su uno schermo di carta oleata in modo da poter poi procedere al ricalco. Dunque la nuova pittura del Canaletto piace, tanto che nel 1722 l'artista ha già fama di un genio che supera la tradizionale pittura topografica del Carlevarijs. Il successo consente a Canaletto di assicurarsi la collaborazione di una bottega, ove vengono vendute le sue opere, prima a italiani e poi a inglesi. 
Nel 1923 lavora per il futuro console e mecenate inglese Joseph Smith, per il quale esegue una serie di disegni di San Marco, elaborati poi in sei tele destinate a decorare la sua casa. 
Nel 1725 riceve l'incarico dall'impresario irlandese 
il ritorno del Bucintoro
Owen McSwiney per la serie di "tombeaux des princes" destinata alla sala da pranzo del Duca di Richmond. Questi contatti con il mondo anglosassone sono decisivi per Canaletto, e sempre più spesso i collezionisti inglesi richiedono all'artista immagini “topografiche” di Venezia. Joseph Smith diviene dunque il suo agente che lo aiuta a vendere i suoi quadri al Duca di Bedford, al Conte di Carlisle, al Duca di Buccleuch, al Duca di Leeds, al Duca di Northumberland e al Conte di Fitzwilliam. Smith gli organizza anche la pubblicazione di una serie di Acqueforti e di Capricci (dipinti raffigurati paesaggi o scene architettoniche che combinano elementi reali ed immaginari), ma il ritorno economico non è per Canaletto abbastanza elevato, tanto che nel 1746 decide di avvicinarsi al suo mercato, recandosi a Londra con una lettera di presentazione per il Duca di Richmond. In Inghilterra l’artista ricrea le atmosfere locali e interpreta una civiltà diversa da quella veneziana. 
Ancora una volta si rendono evidenti le sue capacità 
laboratorio dei tagliapietra
compositive, che riescono a dominare vedute dagli orizzonti sconfinati, e a descrivere complesse scene urbane e i castelli, con una delicata minuzia e un autentico interesse per l'architettura inglese. I suoi quadri sono quindi acquistati da Francis Greville e Lord Brooke, dal Duca di Beaufort e dal principe Lobkowicz. Dopo nove anni, nel 1755, Canaletto torna a Venezia, ove viene eletto, grazie a un quadro di Capriccio, all'Accademia Veneziana. Continuerà a dipingere (soprattutto Capricci) fino alla sua morte avvenuta il 18 ottobre del 1768. Nel 2005 un suo quadro è stato venduto all'asta da Sotheby's al prezzo record di 18,6 milioni di Sterline 

mercoledì 31 luglio 2013

Jackson Pollock è stato e sarà il più grande action painter della storia.


J. Pollock, nasce a Cody, nel Wyoming nel 1912 Genio maledetto del secolo scorso, Jackson Pollock percorse tutta la vita sulla strada della autodistruzione, in un' escalation di eccessi consumati tra alcool e psicofarmaci, e finita in un terribile incidente d'auto a soli 44 anni. Era l'11 Agosto 1956. Studiò all'Art Students League di New York, ma fu solo dopo “Guernica” di Picasso nel 1939 che il giovane artista iniziò a dirigersi verso forme di espressione proprie. I semi del genio erano già ben piantati, ma la via della fama era destinata ad essere ostacolata dai continui problemi di alcolismo che lo tormentavano da sempre, e da cui si risollevava solo grazie a lunghe cure a base di psicofarmaci iniziate durante l'internamento in ospedale psichiatrico. Nel 1941, riformato dall'esercito per problemi psichici, Pollock incontra Lee Krasner, sua futura moglie e promettente artista astratta dell'epoca. Analizzando l'operato di Jackson Pollock è molto evidente l'influenza dei Nativi americani. Pollock e gli artisti nativi si muovono con modalità molto simili. J. Pollock trae le proprie immagini direttamente dall'inconscio, così come i nativi le assaporano dal "mondo degli spiriti"; Paragonare l'arte di Pollock con quella dei nativi significa esplorare lo stesso modello di linguaggio visuale. L'origine dei disegni "subconscio", è infatti del tutto paragonabile a quella degli artisti nativi, che agivano in uno stato di allucinazione "creato" dall'uso di droghe come il cactus di San Pedro che favoriva il loro viaggio nel "mondo degli spiriti". E' uno stato mentale in cui le allucinazioni si combinano tra loro per comporre immagini sia di tipo astratto che figurativo. Nel 1942, in seguito alla partecipazione ad una mostra di Surrealisti, conosce la ricca ereditiera Peggy Guggenheim. Agli inizi, per niente colpita dalle opere di Pollock, la Guggenheim accettò con riluttanza di ammettere uno dei suoi quadri all'annuale concorso per artisti emergenti da lei organizzato. Si racconta che uno dei giudici, il grande Piet Mondrian, fosse particolarmente attratto dalla tela di Pollock. La Guggenheim gli si avvicinò e commentò: “Quest'uomo ha dei seri problemi, e la pittura è senza dubbio uno di questi. In seguito però venne affascianata dai suoi dipinti, e gli commissionò un'enorme pittura murale per la sua casa newyorkese organizzandogli perfino una mostra personale nella sua galleria. Questo evento segna la fine dei suoi problemi economici ed è il primo importante riconoscimento del suo lavoro. Nel 1947 La galleria di Peggy Guggenheim chiude, ma Peggy convinse Betty Parsons, la cui influenza nel mondo artistico era già storia, a diventare l'agente di J.Pollok. Purtroppo Betty non riuscì a far guadagnare molti soldi all'artista che alla fine decise di rivolgersi a Sidney Janis, famoso pittore surrealista. Janis ebbe maggior fortuna e riuscì a far lievitare i prezzi di Pollock, ma l'artista non raggiunse mai la tranquillità economica, il che lo portò ad un degradamento fisico e morale. Dopo la sua morte, la moglie Lee Krasner amministrò e coltivò il suo lascito artistico, facendo in modo che la sua fama e la sua reputazione rimanessero intatte. E così fù. Il marito divenne uno tra i più importanti pittori del XX secolo. Sono sepolti al Green River Cemetery di Springs.Nel novembre 2006, l'opera di Pollock No. 5, 1948 è divenuto il quadro più costoso della storia quando è stato battuto all'asta da un compratore anonimo per centoquaranta milioni di dollari. Nel 2000 è stato girato un film biografico sulla vita dell'artista intitolato Pollock. La realizzazione del film by Ed Harris, interprete del ruolo di Pollock e direttore della pellicola. Grazie alla sua interpretazione di "Lee Krasner", Marcia G. Harden ha vinto il Premio Oscar per miglior attrice non protagonista. Ed Harris ha ricevuto nell'occasione una nomination all'Oscar come miglior attore. Jackson Pollock è stato e sarà il più grande action painter della storia. Quando sono "dentro" i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di "presa di coscienza" mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti, di rovinare l'immagine e così via, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco di farla uscire. È solo quando mi capita di perdere il contatto con il dipinto che il risultato è confuso e scadente. Altrimenti c'è una pura armonia, un semplice scambio di dare ed avere e il quadro riesce bene. (Jackson Pollock)

martedì 30 luglio 2013

Il volo


Un quadro che per me esprime la leggerezza di un dolce planare in un Alba che prelude ad un giorno afoso.
La fresca brezza in un tempo sospeso, estraneo agli eventi, quel momento di riflessione malinconica prima di iniziare a combattere per la supremazia. La desolazione che ci aiuta a trovare noi stessi e il nostro io in questo farsi cullare nel cielo.

Gaia T.

                                                                                                     Il volo - tempera su tela